Progetto EDUKAUTISMO 2015/2016


Il progetto d’intervento educativo EdukAutismonasce dalle esigenze manifestate dalle famiglie dell’associazione. Con tale progetto si intende realizzare uno “SPAZIO ludico-educativo-socializzazione” per bambini dai 18 mesi ai 13 anni con diagnosi di Autismo.

Tramite l’approccio cognitivo comportamentale di tipo ABA e VB (Applied behaviour analysis – Verbal behaviour), l’associazione vuole offrire un “supporto precoce e intensivo” atto a sostenere le abilità cognitivo-comportamentali, di autonomia personale – sociale e di comunicazione, accompagnando i bambini che ne saranno interessati anche all’inserimento nel contesto scolastico e domiciliare.

inserimento nel contesto scolastico, la prima forma di socializzazione
inserimento nel contesto scolastico, la prima forma di socializzazione

 

L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. L’autismo si configura come una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo di vita, anche se le caratteristiche sono variabili nel tempo.
L’osservazione e l’esperienza diretta dei membri dell’associazione ha evidenziato una carenza, sul territorio del tirreno-cosentino, di strutture che prevedano personale specializzato nel suddetto approccio ABA-VB, che le stesse linee guida per l’autismo ormai sottolineano come metodo raccomandato nelle trattamento delle sindromi autistiche.Anche i centri di riabilitazione e le scuole (insegnanti di ruolo e/o di sostegno) spesso mancano di una preparazione specifica ed adeguata alla gestione e all’inserimento nelle classi e nella società di bambini affetti da autismo, a scapito di un migliore sviluppo delle abilità cognitive e relazionali fondamentali per la crescita e l’autonomia dei bambini, in generale, e di quelli con sindrome autistica in particolare.Estreme difficoltà poi si rilevano, per questi bambini, nella gestione del tempo libero: sul territorio mancano strutture sportive o di intrattenimento ludico con personale qualificato e con una formazione specifica nel campo, in grado di garantire l’inserimento e l’integrazione del bambino autistico nella comunità.

i bambini con disturbo dello spettro autistico hanno difficoltà a relazionarsi correttamente con i coetanei.

 

Alla luce delle esperienze maturate negli ultimi trent’anni, è ormai opinione comune, che il solo approccio neuropsichiatrico non consente al minore il recupero massimo delle abilità utili alla vita di relazione. A tal proposito, la SINPIA (2005) consiglia, nelle sue linee guida per la cura dell’autismo, di ricorrere all’approccio educativo comportamentale ABA per i soggetti autistici, così come il Ministero della salute nelle conclusioni del tavolo sull’autismo 2008.

L’efficacia di questo intervento comportamentale risulta scientificamente provato anche a livello internazionale, tanto da essere raccomandato dalla NIMH (National Institute of Mental Health) per la riabilitazione di soggetti autistici.

Obiettivo del progetto è quello di dare una risposta efficace e scientificamente giustificata alle carenze territoriali evidenziate. In particolare, avvalendosi della consulenza di personale esterno all’ Associazione e specializzato nella approccio ABA-VB, si intendono creare momenti educativi strutturati allo scopo di incrementare le abilità di autonomia sociale e personale dei minori coinvolti. Di concerto con le altre Istituzioni coinvolte nel progetto abilitativo ed educativo del minore, ed attraverso interventi domiciliari di un supervisore e un educatore comportamentale, si perseguiranno i seguenti, fondamentali, obiettivi per la crescita dei bambini:

  • l’incremento di abilità cognitive quali: visuospaziale, recettivo, imitazione, attenzione;
  • intervento sui “comportamenti problema“: riduzione, estinzione e sviluppo di comportamenti funzionali sostitutivi;
  • sviluppo della comunicazione verbale/non verbale: insegnamento del linguaggio vocale, per immagini (PECS) o segni;
  • miglioramento dell’interazione sociale: sviluppo di abilità comunicative dirette ai pari, insegnamento del gioco funzionale e condiviso;
  • integrazione scolastica: intervento specialistico all’interno del contesto di classe tramite il supporto all’insegnamento delle abilità accademiche e di partecipazione alla vita scolastica;
  • lo sviluppo di un piani educativi di supporto alle famiglie nella gestione domestica bambino (sviluppo di autonomie, gestione del tempo e dello spazio e intervento sui comportamenti problema);
  • miglioramento della qualità di vita: messa in rete dei servizi territoriali;

 

sviluppo di autonomie

 

Il modello d’intervento comportamentale utilizza tecniche psicologiche con solide basi scientifiche, riconosciute anche dal S.S. N. al fine di costruire repertori socialmente utili e ridurre quelli problematici.

In particolare il progetto prevede il ricorso a tecniche quali il DTT (Discrete Trial Teaching) e la Task Analysis che permettono l’insegnamento senza errori attraverso la scomposizione delle abilità in parti più semplici, da far apprendere per il soggetto

Il metodo, inoltre, si fonda sul rinforzo delle risposte adeguate del bambino e sull’estinzione dei comportamenti problema con tecniche cognitivo/comportamentali che favoriscono lo sviluppo delle autonomie.

A seguito di un’osservazione del bambino, da parte del personale esperto, saranno realizzati programmi d’intervento focalizzati, naturalmente, sulle aree in cui si evidenzieranno maggiori difficoltà. Le attività ludico-educative-socializzazione avranno inoltre il fondamentale obiettivo della generalizzazione degli apprendimenti al fine di per favorire l’acquisizione delle abilità in diversi contesti di vita del minore.

Il progetto, infine, prevede – attraverso un’auspicabile collaborazione con la scuola – la partecipazione del personale esperto e della famiglia alla stesura del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e al percorso quotidiano al fine di aiutare le istituzioni a programmare l’insegnamento di competenze-prerequisiti che potranno in futuro favorire un inserimento lavorativo.

Il progetto prevede che il personale specializzato, coinvolto nello svolgimento delle attività strutturate, utilizzi e prepari le famiglie all’uso di tutti gli strumenti di valutazione e addestramento previsti dal metodo ABA-VB.

In generale tale approccio prevede l’uso dei seguenti strumenti:

  • VB-Mapp e ABLLS: per la valutazione globale delle abilità di base del bambino.
  •  REGISTRAZIONE DATI: tabelle per la registrazione e il monitoraggio dei micro-obiettivi programmati.
  • REGISTRAZIONI VIDEO: utili alla valutazione, il monitoraggio, la formazione e la supervisione clinica delle varie fasi dell’intervento.
  • CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa): attraverso utilizzo di supporti visivi come PECS, Strumenti multimediali o segni.

Il modello di intervento avviene tramite l’approccio ABA VB. Esso si svolgerà nei tre ambienti (sede sociale – scuola – casa) è individualizzato in base alle esigenze dei genitori e alle capacità del bambino. I percorsi si realizzano con interventi (dalle 6 alle 14 ore/settimanali). Sessioni strutturate 1:1, realizzazione del percorso quotidiano e del PEI, osservazione e supporto familiare .

l'insegnamento del gioco funzionale
l’insegnamento del gioco funzionale

 

L’intervento in tutti gli ambienti è individualizzato, calibrato in base alle esigenze manifestate dei genitori e alle capacità del bambino.

Attività presso la sede Ecomuseo : attività ludico-educative-socializzazione basate sull’approccio cognitivo/comportamentale e VB strutturate in sessioni “one to one” per incrementare le abilità ludico-cognitive, sociali e comunicative, attività in ambiente naturale (NET), laboratori per favorire lo sviluppo delle abilità motorie, delle autonomie quotidiane e della gestione dei comportamenti problema.

Attività a Scuola: partecipazione attiva alla stesura e alla verifica della percorso quotidiano e del PEI (piano educativo individualizzato) in collaborazione con tutte le figure che interagiscono con il bambino, al fine di favorire l’interazione del bambino nel gruppo classe e la gestione del suo spazio/tempo

Attività domiciliare: supporto alla famiglia, sia con interventi di supervisione che con interventi diretti da parte di educatori, per la gestione della vita quotidiana.

Coordinatore clinico: Dott. Davide D’Elia psicologo clinico specializzato in psicopatologia e psicodiagnostica, esperto in disturbi dello spettro autistico;

Operatori :nr. 4 operatori con formazione specifica (scienze dell’educazione, psicologia, neuropsicomotricità) .

 

 

La forza del progetto si basa sull’attivazione di una fattiva collaborazione dell’Associazione con l’intera rete sociale-educativa-riabiltativa, di vita del bambino attraverso utilizzo di un approccio sc------ientificamente validato a livello internazionale. L’obiettivo a lungo termine è la migliore integrazione possibile dei bambini con diagnosi di autismo all’interno della società di appartenenza; società che allo stato appare più pronta all’assistenza che all’inserimento attivo dei bambini di oggi, adulti di domani.

 

 

visualizza il protocollo d’intesa tra gli istituti scolastici e Dimmi A

Protocollo intesa Dimmi A

 

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