5 x 1000

Il cinque per mille all’Associazione Dimmi A… non costa nulla ma significa tanto.
Aiuta i nostri bambini ad avere  strumenti fondamentali per il loro percorso comportamentale. Sappiamo tutti che l’autismo è una condizione  che accompagna l’individuo per tutta la vita, ma con le giuste terapie e con professionisti con competenze specifiche, tanto si puo’ fare, tante cose possono cambiare, delle realtà possono essere trasformate. Il percorso comportamentale che ogni famiglia vive insieme al proprio figlio autistico  è interamente finanziato dalla stessa famiglia, il costo dell’educatore, il costo del supervisore, il costo di ogni progetto.

Con il tuo contributo possiamo realizzare tutto questo.

Destina anche tu il 5 x mille a Dimmi A…, nella prossima dichiarazione dei redditi inserisci la tua firma ed il nostro codice fiscale

96031300781

e inoltre ricorda che:

  • destinare il 5 x mille non costa nulla e nel caso tu decidessi di non firmare, il tuo 5xmille resterebbe allo Stato.
  • il 5 x mille non sostituisce ma si aggiunge all’8xmille.
  • puoi destinare il tuo 5 x mille anche se non compili la dichiarazione dei redditi ma hai un CUD. Ti basta consegnare in qualsiasi banca, ufficio postale o CAF la scheda con la sezione dedicata al 5 x mille allegata al CUD, compilata con il codice fiscale di Dimmi A… e la tua firma.
    La scheda va consegnata in busta chiusa, con la scritta “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF Anno ….”, insieme al tuo cognome, nome e codice fiscale personale. Il servizio è gratuito.
  • la destinazione del 5 x mille è anonima, l’Agenzia delle Entrate non comunica alle Associazioni i dati dei contribuenti. Se vuoi segnalarci il tuo contributo, mandaci una e mail a:  info@dimmia.it ,saremo felici di ringraziarti.

 

Cos’è il 5×1000

A partire dalla Legge Finanziaria del 2006, lo Stato ha stabilito di destinare – a titolo sperimentale – in base alla scelta del contribuente, una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno di particolari enti no profit, di finanziamento della ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.

Sin dal primo anno della sua prima applicazione il 5 per mille viene immediatamente recepito dai contribuenti, superando abbondantemente le stime di 270 milioni. Nel 2006 il 5 per mille certificato dall’Agenzia delle Entrate è, invece, di 328 milioni.

Con la finanziaria del 2007 scompaiono i Comuni tra i beneficiari, mantenendo soltanto le onlus, le associazioni e gli istituti per la ricerca scientifica e sanitaria, inoltre viene fissato un tetto massimo pari a 250 milioni di euro. Nel 2009 vengono ammesse le associazioni sportive dilettantistiche, nel 2010 il tetto massimo si alza a 400 milioni di euro e dall’anno scorso si può decidere di destinare il proprio 5 per mille a tutte quelle attività per la valorizzazione e la promozione dei beni culturali e paesaggistici.

Il cinque per mille è una forma di finanziamento che non comporta oneri aggiuntivi al contribuente, dal momento che questi, tramite la compilazione dell’apposita sezione nella dichiarazione dei redditi, sceglie semplicemente la destinazione di una quota della propria IRPEF. Il contribuente che decide di destinare la propria quota di 5 per mille deve firmare in uno dei 6 riquadri (volontariato e organizzazioni di utilità sociale; ricerca scientifica e università; ricerca sanitaria; attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; attività sociali svolte dal comune di residenza e associazioni sportive dilettantistiche;)che figurano sui modelli di dichiarazione dei redditi (7e30, modello Unico PF, CUD) e indicare il codice fiscale del singolo soggetto (ente, associazione, onlus…) a cui ha deciso di destinare direttamente la quota del 5 per mille. I codici fiscali dei soggetti ammessi al beneficio sono consultabili negli appositi elenchi pubblicati sul sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Anche per il 2015 il contribuente può destinare il 5 per mille della propria imposta sul reddito, apponendo la propria firma in uno degli appositi riquadri che figurano nei modelli, corrispondenti alle finalità di sostegno previste dalla normativa. In tal modo, il contribuente può decidere se supportare:

  • associazioni di volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale e associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo n. 460 del 1997;
  • gli enti di ricerca scientifica e università;
  • gli enti di ricerca sanitaria;
  • le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge;
  • le attività sociali svolte dal comune di residenza;
  • le attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (articolo 23, comma 46, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111).